Nel trentesimo anniversario dell’omicidio di Francesco Marcone, il Comune di Foggia ha deciso di commemorare il direttore dell’Ufficio del Registro assassinato il 31 marzo 1995, ripubblicando e affiggendo in tutta la città una lettera scritta dalla sorella Maria all’assassino rimasto sconosciuto.
Francesco Marcone fu ucciso nell’androne della sua abitazione con due colpi di pistola. A distanza di tre decenni, né i mandanti né gli esecutori materiali sono stati identificati, lasciando una ferita aperta nella comunità foggiana.
La lettera di Maria Marcone, tratta dal suo libro “Storia di Franco”, è un appello accorato all’assassino del fratello, esprimendo il dolore e la ricerca di verità e giustizia. Nel testo, Maria si rivolge direttamente al colpevole, sottolineando la convinzione che, nonostante possa sfuggire alla giustizia terrena, dovrà rendere conto delle sue azioni davanti a Dio.
L’iniziativa dell’amministrazione comunale, guidata dall’assessore alla Legalità e Sicurezza Giulio De Santis, mira a mantenere viva la memoria di Francesco Marcone e a sollecitare una riflessione collettiva sull’importanza della verità e della giustizia. Affiggere la lettera in tutta Foggia rappresenta un monito affinché la comunità non dimentichi e continui a chiedere chiarezza su un delitto ancora irrisolto.
Questa commemorazione si inserisce in una serie di eventi organizzati per ricordare Francesco Marcone, tra cui la presentazione del documentario “Il sangue mai lavato”, che racconta la sua storia e l’impatto che ha avuto sulla città di Foggia.
La ripubblicazione della lettera di Maria Marcone è un invito a non dimenticare e a continuare la ricerca della verità, affinché episodi simili non si ripetano e la giustizia possa finalmente prevalere.